Oltre la moda dell’AI: trasformare il divario digitale in opportunità per la supply chain
A LetExpo abbiamo deciso di fare un passo indietro rispetto al clamore mediatico e parlare della vita reale in azienda. Oggi c’è un’incredibile pressione attorno al potere trasformativo dell’Intelligenza Artificiale, ma chi lavora ogni giorno sul campo sa bene che la quotidianità è spesso fatta di sistemi frammentati e urgenze operative.
Per i direttori logistici il rischio è concreto: farsi sedurre dal “mito tecnologico” e rincorrere l’ultimo trend senza aver prima messo in sicurezza le fondamenta della propria infrastruttura. Con il panel “Oltre la moda dell’AI“, ospitato nella splendida cornice di ALIS, ci siamo guardati negli occhi per tracciare una strada concreta. L’obiettivo non era celebrare la tecnologia, ma capire come non restarne schiacciati.
Le fondamenta: meno teoria, più pragmatismo
Il primo nodo da sciogliere è il divario tra ciò che la tecnologia promette e la reale maturità digitale delle nostre aziende. Fabio Cabib ha centrato subito il punto: serve un approccio estremamente pragmatico per gestire questo cambiamento. A fargli eco è stato Nicolò Calabrese, Country Manager Italia di CargoON, che portando la sua esperienza ventennale sul campo, ha ricordato un principio essenziale. Prima di sognare l’AI autonoma, dobbiamo costruire le basi: far comunicare i sistemi, connettere i reparti e far crescere le competenze delle nostre persone.
Il vero motore: l’ossessione per i dati
Questa base tecnologica, però, non va da nessuna parte senza il suo carburante: i dati. Luca Parodi, Logistic Director di Paglieri S.p.A., ha sottolineato quanto sia vitale abbattere i “silos” informativi, creando finalmente un linguaggio comune che permetta alle aziende di parlarsi. È un concetto che Erika Carboni, Logistic Manager in CoproB, vive ogni giorno. Portando l’esempio di una filiera complessa come quella agricola, ha lanciato un monito molto onesto: senza dati puliti e affidabili, anche l’algoritmo più geniale del mondo finirà per prendere decisioni sbagliate.
Le persone al centro del cambiamento
Ma la vera consapevolezza emersa dal panel è che la transizione verso una logistica intelligente non è solo una questione di software. È una questione di leadership ed empatia.
Elisabetta Saccani, Procurement & Purchasing Director del Gruppo Casalasco, ci ha ricordato che l’innovazione si fa insieme ai partner, trasformando le catene di fornitura in relazioni capaci di generare vero valore. A gestire questa complessità serve una nuova cultura aziendale. Luca Saporetti, Global Leader Supply Chain per il Consorzio Melinda, si è rivolto in particolare ai più giovani, spiegando che la chiave per dominare la complessità è proprio la leadership. Infine, Elena Bassoli, Group Logistics & Customer Service Manager di Zuegg, ha riportato l’attenzione sull’elemento più prezioso: il fattore umano. Per far funzionare la tecnologia servono le soft skill dei manager e la capacità di condividere obiettivi chiari con tutto il team.
Non possiamo limitarci a guardare l’innovazione che passa. In CargoON, il nostro obiettivo è proprio questo: essere il partner tecnologico che vi aiuta a costruire quel ponte digitale verso il futuro.
Nicolò Calabrese, Country Manager Italia di CargoON
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